Il mio libro

16 lug 2020

Dinacharya, la routine quotidiana





L'Ayurveda è un sistema tradizionale di medicina indiana che promuove l'equilibrio tra mente, corpo e spirito attraverso pratiche quotidiane. Le pratiche di purificazione dell’Ayurveda sono importanti anche per mantenere i sensi in ottima salute. La routine ayurvedica quotidiana prevede alcune pratiche igieniche che proteggono gli organi e le funzioni sensoriali, aumentando il benessere e l’energia vitale.

·       Sveglia presto al mattino:
L'Ayurveda enfatizza il risveglio prima dell'alba, generalmente tra le 4 e le 6 del mattino.

·       Pulizia della lingua:
Subito dopo il risveglio, raschiare la lingua con uno scraffo per rimuovere le tossine accumulate durante la notte.

·       Igiene naso gola:
Lavarsi il viso e i denti con acqua tiepida.

·       Esercizio fisico:
Praticare una forma di esercizio fisico leggero come lo yoga o una camminata.

·       Meditazione /Respirazione:
Dedica del tempo alla respirazione profonda per calmare la mente.

·       Colazione:
Consuma una colazione leggera e nutriente, preferibilmente a base di alimenti freschi e naturali.

·       Lavoro e attività quotidiana:
Svolgi le tue attività quotidiane con consapevolezza, cercando di mantenere un equilibrio tra lavoro e riposo.

·       Pasti principali:
I pasti principali dovrebbero essere a base di cibi freschi, preparati in modo semplice e bilanciati secondo il tuo dosha (tipo costituzionale). Evita pasti troppo pesanti o leggeri.

·       Riposo:
Cerca di andare a letto presto, entro le 10 di sera, per garantire un sonno di qualità.

·       Evita lo stress:
Riduci al minimo lo stress e le situazioni stressanti attraverso la meditazione, la respirazione e l'adozione di uno stile di vita equilibrato.

·       Cura personale:
Dedica del tempo a prenderti cura di te stesso, come massaggi o trattamenti ayurvedici, se lo desideri.
 

Ricorda che l'Ayurveda è altamente personalizzato e le pratiche possono variare a seconda del tuo dosha e delle tue esigenze individuali. Consulta sempre un praticante qualificato di Ayurveda per una consulenza personalizzata prima di apportare cambiamenti significativi alla tua routine quotidiana.


Gaetana Camagni
www.ayuryoga.org


14 lug 2020

Chyawanprash potente antiossidante ayurvedico





Chyawanprash è un rimedio della fitoterapia ayurvedica a base di piante e minerali - ricavato da una formula che risale a 5000 anni fa - che contibuisce a mantenere lo stato di salute. I testi ayurvedici descrivono numerosi ,,Rasayana,, (formule ringiovanenti), che - grazie alla combinazione appropriata degli elementi costitutivi e a un processo particolare di preparazione - vengono meglio assimilati dal corpo. Gli ingredienti utilizzati inoltre si rinforzano e completano a vicenda.
Gli antichi testi medici riportano che Chyawanprash promuove uno stato di salute migliore sia per il corpo sia per la mente.
Le moderne ricerche lo confermano: analisi scientifiche hanno infatti dimostrato che possiede una concentrazione molto elevata di agenti antiossidanti e che influisce positivamente nella prevenzione dei disturbi cardio-vascolari.
Inoltre rinforza notevolmente le difese immunitarie, dona energia, nutre il sistema nervoso e il cervello, favorisce la longevità.

Alcuni dei benefici effetti di questo Rasayana:
Riequilibra tutti e tre i dosha.
Promuove il funzionamento del cuore e di tutto l'apparato cardio-vascolare.
Aumenta significativamente le resistenze contro l'attacco dei radicali liberi, prevenendo l'ossidazione e mantenendo pulite le arterie.
Incrementa le funzioni mentali e sviluppa stati di coscienza più elevati. La medicina ayurvedica divide le abilità mentali in tre categorie: la capacità di apprendere nuove informazioni (Dhi), la capacità di ricordare e applicare le informazioni ricevute ( Dhriti) e la memoria (Smriti). La combinazione delle erbe contenute nell'Amrit nutre e rinforza ognuno di questi aspetti del funzionamento della mente oltre che la coordinazione fra gli stessi.
Rinforza le difese del sistema immunitario, promuovendo "bala", cioè la naturale capacità dell'organismo di difendersi da agenti patogeni.
Aiuta a eliminare le impurità (ama) dal corpo, che sono uno dei terreni fertili per lo sviluppo di infezioni e malattie.
Contribuisce al maggior benessere del sistema cardio-circolatorio e riproduttivo, e di fegato, stomaco e polmoni.
È utile in caso di tossi croniche, asma, acidità, anemia, inappetenza. È un ottimo tonico anche dopo il parto e durante l’allattamento. Si presenta sotto forma di marmellata d’erbe.

 Si presenta sotto forma di marmellata d’erbe e può essere usato sia a scopo preventivo, sia in combinazione ad altri medicamenti, perché non provoca alcun effetto secondario e favorisce in ogni caso il ripristino dello stato di salute psico-fisica.

13 lug 2020

Pranayama il controllo del respiro



Il “Prana” è l’energia vitale che pervade e anima tutto il creato. E’ un’ energia che possiede “un’intelligenza essenziale” in grado di dirigere la crescita di ogni essere vivente (embrione, pianta, animale...). Gli esseri viventi esistono finché riescono ad assorbire il prana attraverso il respiro (aria), la pelle (sole), il cibo (terra), l’acqua. Se l’energia del prana circola liberamente la persona gode di buona salute, mentre se l’energia si blocca, si sviluppano sintomi di disagio. Nel nostro corpo il prana spesso si indebolisce a causa del modo di vivere sbagliato, lontano dai ritmi della natura. 
Lo Yoga aiuta a armonizzare, controllare e aumentare il prana nel corpo, favorendo la salute a tutti i livelli.

La parola “Pranayama” è formata da due radici sanscrite: “p
rana” e “ayama”. 
Prana = energia vitale / Ayama = estensione, espansione. 
Le tecniche di pranayama servono a controllare consapevolmente il respiro, o meglio i muscoli che governano il movimento dei polmoni, per introdurre più prana (energia vitale) nell’organismo. 

Benefici del pranayama 
aumenta i livelli di energia, ossigena tutte le cellule, armonizza il corpo e la mente. Rilassa e calma il corpo e la mente, libera dallo stress, rigenera il sistema nervoso, elimina le tossine. 

Alcune tecniche  

Respirazione yogica completa
Seduti sulla sedia, con la schiena dritta, le mani sulle cosce,  le spalle rilassate,
iniziate a respirare consapevolmente.
Fate una respirazione completa  in questo  modo
Inspirate con il naso GONFIANDO LA PANCIA
Inspirate ancora un po’ e espandete bene le COSTOLE
Inspirate ancora un po’ e riempite i polmoni in alto  ALLE CLAVICOLE 
Espirate svuotando bene i polmoni. Sentite l’aria che esce dalle narici, la PANCIA SI SGONFIA
contraendo leggermente gli addominali. Ripetete x 3 volte, al vostro ritmo.
Questa tecnica può essere eseguite da seduti, in piedi o sdraiati.

Respirazione a narici alternate - Nadi Shodhana pranayama
Nadi Sodhana significa “pulizia delle Nadi” ovvero dei canali nel corpo dove corre l’energia.
La respirazione a narici alterne aiuta ad equilibrare la mente agitata, ansiosa e sotto stress. Armonizza le funzioni dei due emisferi cerebrali. Conferisce calma e lucidità mentale.

Tecnica
Seduti a gambe incrociate o comodamente su una sedia, portare la mano sinistra sulla coscia con il palmo della mano rivolto verso l’altro. La schiena è diritta, le spalle e il collo sono rilassati. Mantenere gli occhi chiusi durante l’intero esercizio. 
La mano destra è davanti al volto, con indice, medio e anulare piegati. Si usano il pollice per chiudere la narice destra e il mignolo per chiudere la narice sinistra. Si inizia e si finisce espirando dalla narice sinistra.
Con il pollice chiudere la narice destra ed espirare dalla narice sinistra.Inspirare dalla narice sinistra.
Con il mignolo chiudere la narice sinistra ed espirare dalla narice destra.
Inspirare dalla narice destra.
Con il pollice chiudere la narice destra ed espirare dalla narice sinistra….

Continuare in questo modo, ad un ritmo tranquillo, focalizzati sul respiro che entra e che esce dalle narici. Iniziate con un minuto e gradualmente aumentate i tempi fino a 3-4 minuti.
 In caso di disturbi, si interrompe il processo, si respira normalmente 1-2 volte, e poi si riprende, sempre iniziando espirando dalla narice sinistra.


Ujjayi, il respiro vittorioso

Ujjayi” in sanscrito significa “vittorioso” poiché permette di instaurare una respirazione profonda, lunga e lenta, anche sotto sforzo. Per questo motivo è molto utilizzato nella pratica delle Asana (posture). Questa respirazione “vittoriosa” è il risultato:
- del movimento del diaframma  (che separa la cavità addominale dalla cavità toracica e costituisce il muscolo principale della respirazione) e
- della leggera costrizione della glottide (in gola) che crea resistenza e limita il flusso d'aria dentro e fuori dai polmoni. In questo modo la respirazione rallenta notevolmente e la mente diventa vigile e concentrata.

Tecnica
Sedersi in posizione comoda, preferibilmente in Vajrasana (postura del diamante). Chiudere gli occhi e rilassare tutto il corpo. Prendere consapevolezza del respiro e permettere alla respirazione di diventare calma e ritmica. Dopo poco tempo trasferire il respiro alla gola. Respirare lentamente e delicatamente, contraendo la glottide in modo che la gola riproduca un suono simile al “russare”. Inspirare per es. 4-5 secondi, fare una pausa di 4-5 secondi, poi espirare per 4-5 secondi. Questo è un ciclo. Ripetere per almeno 3 volte. Successivamente si possono aumentare i tempi.

Ujjayi viene classificato come un Pranayama tranquillizzante con effetto riscaldante. Questa pratica è utilizzata nella terapia Yoga per calmare il sistema nervoso, eliminare agitazione e ansia, allontanare la fatica. Ha un effetto profondamente rilassante a livello psichico.Aiuta ad alleviare l’insonnia e può essere praticato con successo prima di dormire.



Camagni Gaetana
www.ayuryoga.org



8 lug 2020

Il potere dei Mantra







La parola Mantra significa " che protegge la mente". La prima sillaba man deriva dal sanskrito "Manas" pensiero, funzione mentale e il suffisso "tra" significa “che protegge”. Quindi l’uso del Mantra ci protegge dal costante flusso mentale del pensiero, della paura, dell’apprensione e delle negatività. Ci protegge dall’agitazione della nostra mente e ci libera dall’inquinamento dei nostri pensieri.

Con la pratica costante della ripetizione di Mantra, si attivano le energie psicologiche delle Nadi (canali energetici), si rivitalizza la ghiandola pineale che risveglia le capacità intuitive, e spesso dona al praticante la gioia estatica ,,Ananda,, beatitudine.

Le vibrazioni armoniche sottili dei Mantra ripetuti o cantati, sia mentalmente che con la voce, agisce come agente di pulizia e purificazione della nostra coscienza.
Sebbene sia di aiuto avere praticato qualche forma di Yoga, prima di iniziare il lavoro con i mantra,  questo non è un requisito necessario. Ognuno può beneficiare delle vibrazioni del suono dei MANTRA. Mentre alcuni provano che ripetere i mantra è simile a “una pulizia primaverile” che permette ai loro sentimenti bloccati di venire a galla e di dissolversi, altri trovano nel mantra un immediato senso di ritorno a casa, di essere cullati dall’universo o una gioia infinita nella meditazione profonda.

Sarebbe preferibile imparare la tecnica corretta della recitazione di un Mantra attraverso un insegnamento diretto. Qualora questo non sia possibile si possono comunque sperimentare alcune tecniche praticabili "da soli" con sufficiente sicurezza.

Tecnica
Siediti comodo su una sedia o sul pavimento, sostenendo la tua postura con una coperta o un cuscino, in modo da avere la schiena dritta per assumere una posizione stabile e rilassata.
Chiudi gli occhi e fai alcuni respiri lenti e profondi.
Ripeti lentamente il mantra in modo regolare, concentrandoti il più possibile sul suono.
Ripeti il mantra in sintonia con il ritmo del tuo respiro.
Dopo averlo recitato una decina di volte, ripeti il mantra scelto in silenzio muovendo solo le labbra. Dopo altre 10 ripetizioni, recitalo interiormente senza neanche muovere le labbra.
E' normale che si facciano strada nella mente dei pensieri, ma cerca di allontanarli e di riportare ogni volta l'attenzione sul mantra, sperimentando quanto più possibile il suono interiore e il suo potere.
E’ utile visualizzare il suono ed immaginare il suo movimento: per es. vederlo come un flusso d’ acqua che ripulisce i nostri canali energetici (chakra).
E’ importante ascoltare il suono uscente da noi, facendo attenzione alle vibrazioni percepite e alle modificazioni che si avvertono nelle varie parti del corpo (spina dorsale, gola etc.).
Per uscire dallo stato meditativo fai qualche respiro profondo e resta seduto in silenzio esaminando le sensazioni che provi. Puoi sentirti calmo e concentrato, oppure pervaso da sensazioni e pensieri che credevi ormai sepolti nel tuo subconscio e che possono sembrarti addirittura sgradevoli.

La pratica regolare apporta benefici immensi: consente di vivere il momento presente con maggiore intensità, di fare scelte consapevoli anziché rimanere intrappolato nelle solite reazioni schematiche. Permette inoltre di rigenerarsi dall’interno, lasciando emergere in superficie le cause del nostro malessere e trovando poi delle soluzioni per migliorare la nostra vita.

A livello FISICO, la vibrazione dei mantra ha grandi benefici, in quanto massaggia gentilmente tutti gli organi interni.  Suoni diversi richiedono un coinvolgimento di aree diverse del corpo e del viso, quindi la flessibilità e la tonicità dei tessuti del corpo e dei muscoli ne sono influenzati positivamente. Il respiro è rinforzato e regolato dalla recitazione ritmata, agevolando un processo di respirazione più naturale, che influenza positivamente lo stato emozionale. La circolazione del sangue migliora ed è regolata anche la temperatura del corpo, e questo influenza positivamente lo stato mentale. Il modo in cui usiamo i muscoli del viso e della lingua, e le vibrazioni sonore emesse influenzano i meridiani e inviano messaggi al cervello.

A livello EMOZIONALE la regolazione del respiro dovuta alla recitazione ritmica del Mantra produce un'effetto stabilizzante. Cantare il mantra apporta automaticamente un modo di respirare armonioso e la pratica può perdurare per un lungo periodo di tempo, senza sforzo.

Per facilitare la concentrazione è utile recitare a voce alta, rilassando le mandibole e lasciando fluire il suono. Bisogna pronunciare il Mantra scandendo bene le sillabe, usando il respiro per dirigere il suono. Essere coscienti del respiro mentre si canta un Mantra, aiuta a liberare le emozioni più profonde.

E’ possibile recitare un Mantra tutte le volte che vogliamo e per tutto il tempo che desideriamo.


Gaetana Camagni
www.ayuryoga.org

Savasana la postura di completo riposo


Savasana, postura del morto

Il rilassamento

Mantenendo consapevolmente il corpo immobile per qualche minuto, si eliminano stress e tensioni. Focalizzando l’attenzione sul respiro, si calma il respiro. Calmando il respiro, si calma la mente.

Tecnica
Sdraiatevi a terra nella posizione del morto ,,Savasana,,. Mettetevi comodi, le braccia distaccate dai fianchi,  i palmi  delle mani all’insù, le gambe  distese, leggermente divaricate, la testa in linea con il corpo
Chiudete gli occhi e fate dei bei respiri profondi
Concentrativi sul flusso del vostro respiro
Inspirando gonfiate la pancia, espirando fatela rientrare
Inspirando, contraete le diverse zone corporee cominciando dai piedi, poi espirando rilasciate.

Iniziate dal basso:
Focalizzate l’attenzione ai piedi, contraeteli, poi rilassateli pensando “rilasso i miei piedi”
Sentite il rilassamento
Ripetete mentalmente “i miei piedi sono rilassati”.
Fate le stesso con le gambe (polpacci, cosce, glutei)
l’ addome e la parte bassa della schiena
Il torace e la parte alta della schiena
le braccia e le mani
le spalle, la gola e il collo
il viso e la testa
Concentrate l’attenzione sulle varie parti del corpo che contraete e rilassate, sentendo le sensazioni di rilassamento. Se percepite delle zone tese, lasciate che si allentino e favorite mentalmente la loro distensione.

Il vostro corpo pian piano si abbandonerà completamente.  Se avvertite che persistono ancora delle tensioni, risalite di nuovo mentalmente dai piedi alla testa, lasciando che le contratture si allentino.
 

Usare l’autosuggestione
Quando sentite che il corpo è completamente  rilassato, sempre ad occhi chiusi, visualizzate le diverse parti del corpo e ripetete mentalmente:
 “sento il rilassamento dei miei piedi, i mei piedi sono rilassati, sento il rilassamento delle gambe, le mie gambe sono rilassate…”.          
Dopo avete passato in rassegna tutto il corpo, sentendolo rilassato,  ripetete mentalmente il  seguente “sankalpa” (autosuggestione) tre volte
,,Sono calmo, sono sereno, sono rilassato,,….
Poi godetevi questo stato di calma e di relax per 5 -10 minuti, finché non decidete di uscirne.
Vi sentirete rigenerati e pieni di energia.


Gaetana Camagni
www.ayuryoga.org

7 lug 2020

Kitchari, Il menu detox



La monodieta disintossicante dell'Ayurveda si chiama ,,Kitchari,, un piatto di riso e di lenticchie, fatto cuocere lentamente con speciali spezie ed erbe medicinali.
Durante la giorna deticata al detox si può bere solo acqua di zenzero o
  tisane a base di erbe, evitando ogni bevanda eccitante tipo caffè, tè o alcool. 

La dieta disintossicante naturale è sattvica (sattva è una parola sanscrita che significa "equilibrio’’, “purezza"), cioè senza effetti tossici per il corpo. In questo modo l’energia ,,Ojas,, che deriva da un metabolismo perfetto, non si perde e permette la vitalità e la buona salute. 

Durante il detox si diventa pienamente consapevoli delle proprie dipendenze  alimentari, come la voglia di qualcosa di dolce dopo il pasto, uno spuntino croccante o una fetta di torta al cioccolato. La dieta disintossicante è minimalista, ben cotta, morbida e dal sapore neutro. 

Dopo la disintossicazione si può riprendere a mangiare per qualche tempo semplici menu ayurvedici a base di cereali,  legumi, frutta e verdura, cucinati all’istante. 

Sono vietati i cibi e le bevande freddi, caffeina, zucchero, alcool,  latte e formaggi, carni, uova, prodotti di origine animale. La ragione di questa dieta è che durante il processo di pulizia il fuoco digestivo (Agni) riposa. Inoltre, quando le tossine si spostano nel tratto gastrointestinale, il potere della digestione viene ulteriormente rallentato. 

Kitchari fornisce un nutrimento adeguato. E’ molto facile da digerire, nutre tutti i tessuti del corpo, è eccellente per evitare l'invecchiamento delle cellule e aiuta nel processo di disintossicazione e pulizia. Kitchari è una miscela di riso e mung dal che hanno entrambi la qualità di essere dolci e rinfrescanti. Insieme creano un cibo equilibrato, un'eccellente combinazione di carboidrati e proteine, adatta a tutte le costituzioni. 

Ricetta: Ingredienti (quattro persone)
1 tazza di riso basmati
1 tazza di fagioli mung o Dahl (o 3/4 di tazza). È possibile usare lenticchie rosse.
2 cucchiai di ghee (burro chiarificato)
2 c.c.(cucchiaio da caffè) semi di cumino
2 c.c. semi di senape
1 c.c. coriandolo macinato
1 cucchiaio di zenzero fresco tagliato e schiacciato
1 c.c. di curcuma
Una punta di assafetida (hing)
Sale q.b.
4-6 tazze di acqua (a seconda di come si vuole cremoso)
Tempo di cottura totale: 30-40 minuti
Preparazione:
Mettere il burro chiarificato in una padella e fuoco basso. 
Aggiungere i semi cumino e far rosolare per mezzo minuto.  
Quindi, aggiungere i semi di senape e appena scoppiettano lo zenzero fresco e la curcuma. 
Aggiungere 1-2 tazze di acqua e il riso. 
Dopo 5-8 minuti aggiungere i fagioli mung o le lenticchie corallo, incorporare 1 o 2 bicchieri di acqua, se necessario, senza superare il livello del riso. In seguito aggiungere il coriandolo, l a curcuma e l’assafedida. 
Con un cucchiaio di legno, mescolate regolarmente la preparazione. 
Al termine della cottura, aggiustare di sale aggiungendo altra acqua se necessario.


Gaetana Camagni
www.ayuryoga.org


6 lug 2020

Yoga Nidra, il sonno psichico



Yoga Nidra  è una tecnica di rilassamento profondo che permette di rilassarsi a livello fisico, mentale ed emozionale nel giro di mezz’ora. Durante la pratica il corpo e mente oscillano fra uno stato di rilassamento e di dormiveglia. L’esperienza dimostra che al termine di una sessione ci si sente riposati come dopo tre ore di sonno. Mentre il corpo dorme in questo stato, la coscienza interiore permane. Questo consente, durante l’esercizio, di sciogliere le tensioni fisiche, mentali e psichiche e di rimuovere  blocchi energetici. Gli effetti positivi dello Yoga Nidra si manifestano ben presto nella vita quotidiana: la mente è più equilibrata, il sonno e lo stato di salute migliorano, ci si sente tranquilli, contenti e rilassati…

Tecnica

Stenditi comodo e trova la posizione più confortevole per te. Elimina tutto ciò che stringe e che può dare fastidio: cintura, orologio, occhiali… Preparati mentalmente a rimanere fermo e completamente abbandonato….
E’ importante rimanere consapevoli e non dormire.
Chiudi gli occhi e rilassati… fai qualche respiro profondo...
mentre inspiri senti la calma che si diffonde in tutto il corpo…
mentre espiri senti che le tensioni se ne vanno…
rilassa tutti i muscoli, il sistema nervoso, la mente…
senti che tutto in te si calma e si rilassa…abbandonati al rilassamento…
senti il corpo che diventa calmo e rilassato.

Visualizza mentalmente la stanza
in cui ti trovi, il pavimento, le pareti, il soffitto…
visualizza il tuo corpo disteso sul tappeto o seduto. Diventa consapevole del tuo corpo…
Porta l’attenzione ai rumori
fai attenzione ai rumori che arrivano alle orecchie... dai più lontani e impercettibili, ai più vicini… 
Seguili per un attimo, muovi la mente da un rumore all’altro, senza cercare di identificarlo…
Prima capta i rumori lontani, poi quelli vicini, i rumori esterni, i rumori nella stanza,  i rumori interni del corpo… Cerca di sentire il battito del cuore…
Ascolta il flusso del tuo respiro…
Respira normalmente senza forzare...senti il respiro naturale che va e che viene….
Rilassa il corpo e la mente
La mente e il corpo riposano. Se sopraggiungono pensieri disturbanti, non preoccuparti,
riporta dolcemente la mente al flusso del respiro.
Osserva il flusso del respiro
All’inspiro senti l’aria più fresca che entra dalle narici  e si diffonde in tutto il corpo...
all’ espiro lascia uscire ogni tensione… Senti il corpo che si rilassa ….
Senti le gambe rilassate, il tronco e la schiena rilassati, le spalle, le braccia, le mani, la testa, rilassati. Permetti al tuo corpo di rilassarsi completamente….  

Ora è il tempo di ripetere mentalmente il ,,Sankalpa,
, il tuo proposito, la tua decisione di cambiamento. Il Sankalpa è un’affermazione positiva, breve e semplice.
Ripeti l’affermazione  con fiducia. Il  Sankalpa agirà nella mente subconscia e giorno dopo giorno  condurrà ai risultati desiderati.  Ripeti il tuo proposito per tre volte... 

Rotazione della coscienza intorno al corpo.
Ripeti mentalmente il nome delle varie parti  del corpo, visualizzale e consapevolmente rilassale. Non concentrarti su di esse, muovi solo la coscienza velocemente da una parte all’altra del corpo in successione… seguendo la voce. 

Consapevolezza del lato destro del corpo
pollice della mano destra, indice, medio, anulare, mignolo,  tutte le dita insieme,
palmo della mano, dorso della mano, polso, avambraccio, gomito, braccio, spalla, ascella,
fianco destro, vita, anca, coscia, ginocchio, polpaccio, tibia, caviglie, tallone, pianta del piede, alluce, 2 ° 3 °, 4 °, 5 ° dito, tutte le dita insieme.
Consapevolezza dell’intero lato destro del corpo,
dell’ intero lato destro del corpo, dell’ intero lato dx del corpo.
Consapevolezza del lato sinistro del corpo
pollice della mano sinistra, indice, medio, anulare, mignolo, tutte le dita insieme,
palmo della mano, dorso della mano, polso, avambraccio, gomito, braccio, spalla, ascella,
fianco sinistro, vita, anca, coscia, ginocchio, polpaccio, tibia, caviglie, tallone, pianta del piede,  alluce, 2 ° 3 °, 4 °, 5 ° dito, tutte le dita insieme.
Consapevolezza dell’intero lato sinistro del corpo … (x 3 volte).
Consapevolezza della parte posteriore del corpo
gluteo destro, gluteo sinistro, lato destro della schiena, lato sinistro della schiena, colonna vertebrale, scapola destra, scapola sinistra, collo,  nuca, parte dietro della testa, parte superiore della testa.  Consapevolezza dell’intera parte posteriore del corpo... (x 3 volte)
Consapevolezza della parte anteriore del corpo
fronte, tempia destra, tempia sinistra, orecchio destro, orecchio sinistro, sopracciglio destro, sopracciglio sinistro,  occhio destro, occhio sinistro,  naso, narice destra, narice sinistra,  punta del naso, guancia destra, guancia sinistra, labbro superiore, labbro inferiore, mento, gola, clavicola destra, clavicola sinistra, parte destra del torace, parte sinistra del torace, parte alta dell’addome, parte destra dell’addome, parte sinistra dell’addome, ombelico, parte bassa dell’addome
Consapevolezza dell’intera parte anteriore del corpo... (x 3 volte)
Consapevolezza di tutta la gamba destra, di tutta la gamba sinistra, delle 2 gambe insieme
Consapevolezza di tutto il braccio destro, di tutto il braccio, sinistro, delle braccia e delle mani insieme
Consapevolezza di tutta la parte posteriore del corpo, consapevolezza di tutta la parte anteriore del corpo. Consapevolezza di tutto il corpo, di  tutto il corpo, di tutto il corpo insieme.

Fissa l’attenzione  nello spazio mentale davanti ai tuoi occhi chiusi
Questo spazio è buio, profondo e immenso. Prendi coscienza di qualsiasi fenomeno si manifesti in questo spazio ma senza coinvolgimento, con atteggiamento distaccato.
Riposa la mente in questo spazio buio e gradevole….

Ripeti ora la risoluzione, la tua decisione di cambiamento
come hai fatto all’inizio della pratica, con le stesse parole e la stessa attitudine.
Ripeti mentalmente ,,il  Sankalpa,,  in piena consapevolezza e con fiducia,
per 3 volte………

Completamente rilassato porta ora l’attenzione al respiro
Al flusso naturale che entra e che esce dalle narici.
Senti che il respiro è calmo e che avviene naturalmente …
Senti il tuo corpo rilassato, calmo e rilassato.

Ora esteriorizza la mente

Ascolta i rumori che arrivano alle tue orecchie.
Visualizza la stanza in cui ti trovi. Visualizza te stesso che riposi, sdraiato o seduto.

Esci lentamente dalla pratica

Dolcemente muovi le dita dei piedi, le gambe, le dita delle mani, le braccia, la testa, muovi il corpo dolcemente e allungati. Quando ti senti pronto apri gli occhi.


Gaetana Camagni
www.ayuryoga.org
 





28 giu 2020

Automassaggio ayurvedico



Tutti possono effettuare quotidianamente un automassaggio ayurvedico. Iniziare la giornata con un auto massaggio è certamente uno dei miglior modi per mantenere le energie in equilibrio per vivere bene una giornata intensa e piena di attività.

Si usano oli tiepidi, sesamo per la tipologia Vata, Jojoba, cocco o girasole per Pitta e sesamo o semi di albicocca per Kapha. A piacere si possono aggiungere alcune gocce di oli essenziali.

Si inizia dalla testa mettendo un cucchiaio di olio sul cuoio capelluto. Con le dita si massaggia vigorosamente tutta la testa. Senza tralasciare nessuna parte si eseguono movimenti circolari come se si facesse uno shampoo.

Si passa al volto e alle orecchie massaggiando con più gentilezza, si stira la pelle del viso verso le tempie e si massaggia dietro le orecchie, punto importante per equilibrare il dosha Vata.

Quindi si massaggia il collo avanti e dietro, con frizioni scivolate verso l’alto e verso il basso, poi si passa alle spalle e alle braccia. Massaggiando vigorosamente un braccio per volta, si inizia con frizioni scivolate, circolari in corrispondenza delle articolazioni e in sue in giù sulle ossa lunghe. La mano si massaggia con molta attenzione e vigore, partendo dal centro del palmo. Si impastano tutte le sue parte, e ad una ad una  le dita.

Dopo aver concluso braccia e mani, si passa al tronco partendo dal petto, quindi lo stomaco e il basso addome,  con movimenti circolari in senso orario e movimenti lunghi sullo sterno.
Con un po’ di olio si va alla schiena, senza fare troppo sforzo, si massaggiano su e giù tutte le parti dove riusciamo ad arrivare, provando a massaggiare tutta la colonna ed in particolar modo la parte bassa ed il coccige.

Si passa alle gambe dove si eseguono le stesse manualità come fatto sulle braccia,  con vigorosi movimenti circolari in corrispondenza delle articolazioni e movimenti in su e in giù sulle ossa lunghe. Infine, con l’olio rimasto si massaggiano i piedi. Con le nocche si massaggia bene la pianta, insistendo sul tallone e al centro del piede con forti frizioni e si impastano energicamente con le dita.

Una volta terminato il massaggio, che in genere ha la durata di 15 minuti, l'ideale è lasciare l'olio ancora per 10 minuti su tutto il corpo prima di fare un buon bagno o una doccia. Questo lasso di tempo permette alla pelle di assorbire l'olio e di portare in superficie le impurità per facilitarne l'espulsione attraverso i pori.

Il massaggio rinforza, rilassa, mantiene morbida e giovane la pelle, rinforza le difese immunitarie, migliora il sonno e allevia lo stress e la fatica, ha effetti favorevoli sui sistemi principali del corpo, il sistema nervoso e quello endocrino. Oltre ad essere una tecnica eccezionale per mantenersi in buona salute, l’auto massaggio ayurvedico é soprattutto un atto d'amore verso se stessi.


Camagni Gaetana
www.ayuryoga.org

21 giu 2020

Ghee, il burro chiarificato




Il Ghee è un burro chiarificato prodotto dal comune burro non salato, dopo averlo scaldato a fuoco lento per eliminare la parte acquosa, le proteine e il lattosio. A temperatura ambiente appare moderatamente solido. Il colore è giallo, con tonalità più chiare o più intensamente dorate, secondo il contenuto di caroteni. Questo, a sua volta, dipende da quello che hanno mangiato le mucche. Anche nelle nostre zone, soprattutto nelle regioni di montagna, si fa uso di burro chiarificato (burro fuso), ma il metodo di preparazione indiano è più complesso e conferisce al burro proprietà salutistiche decisamente superiori

Composizione

Il Ghee è puro grasso al 100%. E’ ricco in acidi grassi saturi. Molti sono a catena corta, che normalmente il corpo utilizza velocemente per scopi energetici e quindi non immagazzina. Sono di facile assorbimento e digeribilità. La restante parte è costituita da acidi grassi monoinsaturi (27%) e acidi grassi polinsaturi (4-5%). Il grado d’assorbimento a livello intestinale è molto alto, circa il 96%, decisamente superiore al normale burro e a tutti gli altri grassi e oli.Contrariamente alla propaganda della moderna e politicamente corretta dietologia, non bisogna temere nulla dai grassi saturi. Questi forniscono il 50% degli acidi grassi presenti nelle membrane cellulari. Senza di loro, la cellula non avrebbe la necessaria rigidità e non potrebbe sopravvivere, né funzionare adeguatamente. Le nostre cellule scelgono preferibilmente i grassi monoinsaturi e i grassi saturi da incorporare nella loro membrana. I grassi saturi, inoltre, sono fondamentali per la salute delle ossa, abbassano i livelli di Lp(a), un indicatore di rischio cardiovascolare, proteggono il fegato dai danni dell’alcol e altre tossine e sono necessari per l’utilizzo degli acidi grassi essenziali (omega-3 e 6). Il grasso che circonda il cuore è altamente saturo e il cuore stesso “si nutre” volentieri di questi grassi, soprattutto quando è sotto stress. L’acido stearico, grasso saturo presente anche nel Ghee, è uno dei suoi preferiti. Inoltre, gli acidi grassi a catena corta e media, questi ultimi presenti anch’essi nel Ghee, hanno importanti proprietà antimicrobiche intestinali. Un acido saturo a catena corta di estremo interesse che è presente nel Ghee è l’acido butirrico, che è in grado di impedire la trasformazione cancerogena delle cellule del colon. Infine, il Ghee contiene anche le preziosissime vitamine liposolubili (A, D, K, E) e l’acido linoleico coniugato, che ha dimostrato proprietà antitumorali.
Anche per quanto riguarda il colesterolo contenuto nel Ghee (8 mg per cucchiaino) non si deve temere nulla. Il consumo di Ghee a scopi e dosaggi terapeutici non influisce sui valori di colesterolo del sangue, come suggeriscono alcuni studi scientifici e la pratica clinica. In alcuni studi su animali, addirittura ha mostrato di ridurre le LDL (il colesterolo considerato “cattivo”). Questo effetto pare dovuto ad un aumento del flusso biliare che si verifica dopo il consumo di Ghee. Se poi è prescritto sulla base di una valutazione costituzionale (Vata, Pitta e Kapha), allora il problema davvero non sussiste. Ricordo che il colesterolo è di fondamentale importanza per la nostra salute. Dà forma e rigidità alle cellule e le rende più resistenti alle aggressioni microbiche. Fa parte della struttura dei recettori di membrana che servono per gli scambi d’informazioni e di sostanze tra le cellule e l’ambiente esterno. In particolare, è necessario per il funzionamento dei recettori della serotonina (sostanza legata alla sensazione di benessere) che si trovano nel cervello. Bassi livelli di colesterolemia sono stati associati a comportamenti violenti, aggressivi, a stati depressivi e al suicidio. Il colesterolo, inoltre, assolve ad indispensabili funzioni di riparazione tissutale. Senza un suo adeguato rifornimento, il corpo non può rimpiazzare le cellule danneggiate o invecchiate, rinnovare i capelli, le unghie, riparare ferite e i danni a livello muscolo-scheletrico. Il colesterolo ha anche dimostrato proprietà antiossidanti.

Il Ghee secondo la Medicina Ayurvedica

Il Ghee è tenuto in somma considerazione nell’Ayurveda. E’ utilizzato nei cibi e nella preparazione di numerose medicine.

Energetica - Dolce, fresco e dolce. Pacifica soprattutto Vata e secondariamente Pitta ed è un po’ meno indicato per Kapha. Significa che i tipi Vata ne possono consumare di più dei tipi Pitta e questi ultimi di più dei tipi Kapha.

Proprietà - Tonico, emolliente, ringiovanente e antiacido. E’ nutriente e indicato soprattutto negli stati di debilitazione, consunzione e convalescenza. Facilità la digestione, l’assorbimento e l’assimilazione del cibo. Nutre il midollo, l’apparato riproduttore (ottimo nei problemi d’infertilità) e migliora la qualità di Ojas, l’essenza sottile dei tessuti dell’organismo, che governa l’intelligenza del corpo e della mente. Da Ojas non dipende solo il nostro benessere e la capacità di difenderci dalle aggressioni delle malattie fisiche, ma è ritenuto necessario per il pieno sviluppo delle nostre capacità mentali e spirituali.

Rafforza il cervello e il sistema nervoso ed è considerato un Rasayana (sostanza che allunga la vita) proprio perché agisce sul tessuto nervoso (Dhatu Majja) nutrendolo. Migliora l’intelligenza, la comprensione, la memoria, il potere della vista e anche la voce. Rafforza il fegato e i reni. E’ il miglior tipo di grasso per il corpo e in assoluto è il migliore per il fegato. Sana le ulcere gastrointestinali ed è indicato nelle coliti. Allevia la febbre cronica, i disordini del sangue ed è utile per la disintossicazione. Equilibra gli Agni o fuochi digestivi, da cui dipende la salute dei singoli tessuti e dell’intero organismo. Lubrifica il connettivo e rende il corpo più flessibile.

Esternamente è nutriente per la pelle e facilita la guarigione delle ferite. E’ lenitivo per gli occhi: ottimo per la vista debole, per la fotofobia e tutte le infiammazioni (da mettere direttamente sull’occhio). Applicato un poco nel naso nutre il cervello.

Il Ghee in cucina

Il Ghee è un ottimo grasso per cucinare, tiene bene le alte temperature e non brucia come il burro. Infatti, ha uno “smoke point” (temperatura a cui brucia) che si aggira sui 190.5°C (il burro = 176.6°C). Anche nella cucina Ayurvedica è considerato un elisir di lunga vita e di giovinezza. Preparato e utilizzato in modo corretto rafforza gli organi della digestione e rende i cibi più digeribili, conferendo loro un sapore più intenso senza alterarne il contenuto in vitamine e sostanze nutritive. Inoltre il Ghee è il mezzo ideale per favorire l’assorbimento da parte dell’organismo di vitamine liposolubili, minerali e oligoelementi. Esistono numerose e gustose ricette a base di Ghee. Va molto bene per friggere…decisamente da preferire rispetto agli oli di semi ricchi di acidi grassi polinsaturi, che con le alte temperature si frammentano facilmente in pericolosi radicali liberi. 

Il Ghee si conserva perfettamente per lunghissimo tempo, anzi, come ho detto, più invecchia, meglio è. Non è necessario tenerlo in frigo. Bisogna chiuderlo molto bene e tenerlo nella dispensa, lontano dalla luce. Ogni volta che se ne prende un po’, bisogna utilizzare sempre un cucchiaino perfettamente pulito e mai umido o bagnato.

Quanto assumerne
Il Ghee aumenta il fuoco digestivo (Agni), che è un elemento fondamentale per guarire e mantenere la salute. Tuttavia, troppo Ghee potrebbe avere l’effetto opposto. E’ come per una lampada. Se immergete lo stoppino in poco grasso, brucerà bene. Se invece lo inzuppate, allora si spegnerà. In generale, potete consumarne 1 o 2 cucchiaini al giorno. Se avete dei dubbi o qualche disturbo, è preferibile consultare un medico Ayurvedico.

Biologico è meglio
Nel Ghee di origine non biologica sono stati trovati residui di pesticidi, sebbene in quantità inferiore rispetto al burro normale. E’ un vero peccato che un così prezioso dono della natura venga inquinato da sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene. Scegliete un Ghee biologico (organic Ghee) o, se lo fate da voi, usate sempre un buon burro biologico.

Fonte: Articolo scritto dal Dr. Francesco Perugini Billi


Come farlo in casa. 
Ingredienti: 500 g di burro di buona qualità. 
In una pentola di media grandezza con fondo pesante sciogliete il burro a calore medio. Continuate a far cuocere sempre a calore medio, mescolando spesso. Il burro bollirà, sfrigolerà e schiumerà. Quando è quasi pronto, inizieranno a comparire coaguli bianchi che si separeranno dal Ghee e lo sfrigolio cesserà. Ci vorranno circa 15-20 minuti, non di più. Il Ghee diventerà chiaro-dorato ed emanerà un profumo di pop corn. Velocemente, toglietelo dal fuoco prima che bruci, cosa che può accadere molto rapidamente (se succede, incomincerà a schiumare nuovamente e diventerà marrone anziché color oro). Lasciate raffreddare. Il Ghee è il chiaro liquido dorato. Versatelo in un contenitore di vetro, filtrandolo con un un colino di metallo. Conservate a temperatura ambiente. NB: se non cuocete il Ghee sufficientemente a lungo, può ammuffire, perché l'acqua non è evaporata tutta. Se lo fate cuocere troppo a lungo, ve lo farà sapere subito bruciandosi. Comunque, quando viene leggermente tostato, può rivelare un sapore gradevole.Dopo averlo fatto una volta, è probabile che lo preparerete molte altre volte, poiché è semplice e non così difficile come potrebbe sembrare


Gaetana Camagni
www.ayuryoga.com


14 giu 2020

La cucina con le spezie

                                                                       

L’ Ayurveda usa le spezie per il loro effetto equilibrante sui 3 Dosha (V,P,K). Le spezie stimolano e migliorano il potere metabolico  (Agni=fuoco)  favorendo e accelerando il processo digestivo. In generale migliorano la digestione, aumentando la secrezione dei succhi digestivi e l'assorbimento negli intestini. Accerelano il metabolismo el’eliminazione delle sostanze tossiche. Ma non solo possiedono proprietà riscaldanti o rinfrescanti, sono  antibatteriche, carminative, espettoranti, anti-ossidanti, anti virali.

Alcune spezie e loro effetti

Cannella
Riscaldante. Stimola agni (il fuoco digestivo). Si usa in polvere, in bastoncini o in pezzettini.
Pacifica vata, pitta e kapha. Aggrava pitta se usata in eccesso. Ha il potere di abbassare i livelli di glucosio.

Cardamomo
Riscaldante. Stimola agni senza aumentare pitta, ma se usato in eccesso lo aggrava.
Riduce la formazione di muco dovuta ai latticini.  Si usa in polvere o in semi interi.
Pacifica vata, pitta e kapha .

Coriandolo
Rinfrescante. Aiuta a contrastare gli effetti dei cibi pungenti. Allevia i gas e in genere tonifica il sistema digestivo. Da usare in semi, in polvere o fresco. Pacifica vata, pitta e kapha.

Curcuma
Rinfrescante. Ampiamente usata nella cucina ayurvedica, dona ai piatti un bel colore giallo. Ha proprietà digestive, antibatteriche, antivirali.  Recenti studi scientifici hanno dimostrato che la curcumina (principio attivo della curcuma) potrebbe prevenire l’Alzheimer e alcune  formazioni tumorali. 
Pacifica vata, pitta e kapha. Aggrava pitta e vata se usato in eccesso

Cumino
Leggermente riscaldante. Usato in dosi minime calma vata e kapha senza aumentare pitta.
Favorisce la riduzione di Ama (tossine), è digestivo e carminativo. Si usa in semi o in polvere.
Pacifica vata, pitta e kapha

Peperoncino
Riscaldante. Si usa in polvere (pepe di Cajenna), macinato o frescvo. Contiene numerose vitamine, sali, oligoelementi naturali,  lecitina e capsicina (alcaloide che gli dà il sapore piccante). Stimola la circolazione, è antiossidante, disinfettante e sudorifero. Molto benefico per Kapha.

Pepe nero
Riscaldante, digestivo, stimola Agni. Usato in eccesso causa irritazione e secchezza. E’ preferibile usarlo macinato fresco. Pacifica Vata e Kapha, in eccesso aggrava Pitta . Pare sia molto salutare combinato con la curcuma.

Senape (semi)
Riscaldanti. I semi di senape vengo impiegati ampiamente nella cucina ayurvedica. Hanno un sapore acre e piccante. Digestivi e stimolanti, sono benefici soprattutto per Kapha.

Zenzero
E’ un ventaglio di sapori che  armonizzano i 3 Dosha E’ la spezia più utilizzata in Ayurveda.
Agisce su tutti gli organi specialmente quello digestivo e respiratorio. Stimola Agni, allevia i gas, favorisce l’eliminazione delle tossine e il dimagrimento. A Kapha si raccomanda di berne la tisana per  accelerare il metabolismo. A chi ha una digestione debole si raccomanda di mangiare una fetta di radice fresca con un po’ di sale e di limone prima dei pasti.  Si utilizza la radice fresca tagliata o macinata o la polvere secca. Quella fresca è più adatta a vata, quella secca a kapha . 

I gusti che depurano e stimolano il metabolismo: 

AMARO
Per l’ayurveda l’amaro riduce l’appetito e la voglia di dolci, depura l’organismo e favorisce la digestione perché stimola i succhi gastrici e biliari. Prendere qualcosa di amaro al termine di un pasto e come “spezza fame” blocca il desiderio di continuare a mangiare. Un’idea? Concludi il pasto con un tè al gelsomino o una tisana digestiva.
Cibi: melanzane, cicoria, catalogna, invidia, scarola, pompelmi, rabarbaro, cetrioli, tutte le verdure a foglia scura.

PICCANTE
Il sapore piccante è un toccasana per la linea. Perché riscalda e scioglie grassi e tossine. Inoltre attiva il metabolismo. Stai solo attenta a non esagerare, perché l’eccesso di questo sapore può provocare disturbi gastrointestinali. Un regola d’oro per dimagrire? Bevi ogni mattina un bicchiere d’acqua calda con un pizzico di zenzero.
Cibi: aglio, peperoncino, pepe, cipolle, rafano, ravanelli, prezzemolo, menta, zenzero.

ASTRINGENTE
Secondo l’ayurveda i cibi che hanno un sapore astringente      asciugano i liquidi in eccesso e smorzano l’appetito perché decongestionano le mucose della bocca e dello stomaco. Sono astringenti gli alimenti ricchi di tannini, quelli che “legano” la lingua, e anche gli aromi: aggiunti ai piatti li rendono più astringenti.
Cibi: legumi, finocchi, carciofi, mele, pere, mirtilli, salvia, rosmarino, curcuma.


Gaetana Camagni
www.ayuryoga.org

 


Consigli dietetici per Vata, Pitta e Kapha


 

Consigli dietetici generali per le costituzioni Vata
Consumare cibi caldi, ben cotti e untuosi. Si dovrebbero fare piccoli pasti due o tre volte al giorno e mangiare uno spuntino mantenendo una pausa di tre ore tra un pasto e l’altro. Per pacificare Vata è importante mantenere la regolarità degli orari dei pasti. Le persone con costituzione dominante Vata possono mangiare zuppe, stufati e cibi cotti in padella. Possono utilizzare più olio per cucinare e avranno una migliore digestione limitando l’ assunzione di cibi crudi.
Avena e riso ben cotti fanno bene a Vatha. Si consigliano verdure cotte. Occasionalmente si possono mangiare insalate crude usando un buon condimento oleoso o cremoso. I frutti astringenti e secchi, come ad esempio mirtilli, melograni e mele crude, dovrebbero essere evitati.
La frutta dev’ essere sempre mangiata da sola e a stomaco vuoto. Fanno bene a Vata i frutti dolci, maturi e succosi. Se la persona Vatha soffre di dolori articolari o muscolari e/o di rigidità dovrebbe evitare le solanacee: pomodori, patate, melanzane e peperoni, come pure gli spinaci. I fagioli son difficili da digerire e dovrebbero essere consumati in piccole quantità se si cerca di tranquillizzare Vatha. I legumi devono essere spezzettati e lasciati in ammollo prima della cottura. Cucinando i legumi con un po' di olio e spezie come curcuma, cumino, coriandolo, zenzero, aglio e Hingu (assafetida), si possono prevenire i disturbi Vata. Molte persone di tipo Vata possono soddisfare i loro bisogni proteici con un adeguato consumo di latticini, uova, pollo, tacchino, pesce fresco e selvaggina. Tutte le noci e i semi sono buoni per Vata, ma è meglio consumarli sotto forma di crema o latte vegetale. Dieci mandorle immerse in acqua durante la notte, eliminando la pelle il mattino seguente, fanno parte di una buona colazione. L’ olio di sesamo è adatto a Vata perché è riscaldante, ma per Vata tutti gli oli sono buoni. I latticini vanno bene mentre il formaggio a pasta dura dev’ essere mangiato con moderazione. Le spezie possono essere consumate ma in dosi minime. Vatha può bere mezzo bicchiere di vino, diluito con acqua, durante o dopo i pasti. Poiché i tipi Vata sono inclini alle dipendenze, dovrebbero evitare di consumare zucchero, caffeina e tabacco.
Linee guida per l’equilibrio di Vata
Stare al caldo, stare calmi, evitare cibi freddi, surgelati o crudi. Evitare il freddo estremo. Mangiare cibi caldi con spezie dolci. Mantenere una routine regolare. Stare molto a riposo. Per l’equilibrio di Vatha si consigliano tecniche di rilassamento e meditazione.

 

Consigli dietetici generali per le costituzioni Pitta
Per pacificare Pitha si consiglia di evitare cibi acidi, salati e piccanti. Il vegetarismo è meglio per le persone Pitha che dovrebbero astenersi dal consumare carne, uova, alcolici e sale. Per contribuire a raffreddare la loro naturale aggressività e compulsività, è utile combinare cibi dolci rinfrescanti con cibi dal sapore amaro.
Orzo, riso, avena e frumento sono i cereali adatti agli individui Pitha.
Le verdure dovrebbero costituire una parte considerevole della dieta, evitando pomodori, rapanelli, peperoncini, aglio e cipolle crude. In realtà, qualsiasi vegetale troppo acido o caldo aggrava Pitha, mentre la maggior parte delle altre verdure contribuisce a calmarlo. Il rafano è utile per depurare il fegato quando Pitha non è in equilibrio. Insalate e verdure crude sono adatte ai tipi Pitha in primavera e in estate come lo sono tutti i frutti dolci. I frutti acidi dovrebbero essere evitati con l'eccezione del limone, usato con moderazione. Anche i cibi di origine animale, soprattutto pesce e uova, dovrebbe essere consumati solo con moderazione. Meglio optare per carni bianche, pollo, tacchino e coniglio.
Tutti i legumi, eccetto le lenticchie rosse e gialle, vanno bene in piccole quantità. I legumi più adatti sono le lenticchie nere, i ceci e i fagioli mung. La maggior parte di noci e semi sono troppo oleosi e riscaldando Pitta.
Tuttavia la noce di cocco è rinfrescante e i semi di girasole e di zucca sono ok di tanto in tanto. Piccole quantità di olio di cocco, di oliva e di girasole sono buone anche per Pitta.

l tipo Pitta deve evitare le spezie piccanti. Può usare cardamomo, cannella, coriandolo, finocchio e curcuma, e piccole quantità di cumino e di pepe nero.
Caffè, alcool e tabacco dovrebbero essere completamente eliminati, anche se la birra occasionalmente può essere rilassante per i tipi Pitta.
Il tè nero si può bere di tanto in tanto con un po 'di latte e un pizzico di cardamomo.
I latticini dolci sono buoni: latte, burro non salato, burro chiarificato e formaggi a pasta molle e non salati. Lo yogurt può essere utilizzato se viene miscelato con un pizzico di spezie, un po' di zucchero e acqua. Le persone Pitha possono usare più dolcificanti degli altri due dosha perché il gusto dolce allevia Pitha.
Linee guida per l’equilibrio di Pitta
Evitare il caldo eccessivo. Evitare l’ eccesso di olio.Limitare l'assunzione di sale. Mangiare cibi rinfrescanti evitando quelli piccanti. Fare esercizio durante la parte più fresca del giorno.


Consigli dietetici generali per le costituzioni Kapha
Ai tipi Kapha l’Ayurveda suggerisce di privilegiare cibi dal gusto amaro, astringente e piccante. Queste costituzioni hanno piuttosto bisogno di alimenti che stimolano la mente, mentre in generale devono ridurre la quantità di cibo assunta nell’arco della giornata. Le persone Kapha devono evitare i latticini e i grassi di ogni genere, in particolare i cibi fritti e unti. Non hanno bisogno di consumare molti cibi a base di grano. Per loro è meglio il grano saraceno e il miglio (che hanno proprietà riscaldanti) seguiti da orzo, riso e mais, consumati secchi. Tutte le verdure vanno bene per Kapha, le migliori sono quelle a foglia verde e quelle che crescono fuori dalla terra, limitando le radici ed evitando i sapori dolce, amaro e salato. Generalmente le persone Kapha possono mangiare verdure crude, anche se risultano più digeribili quelle cotte al vapore o saltate in padella. I frutti molto dolci o acidi dovrebbero essere evitati, privilegiando invece quelli dal sapore astringente e aspro come mele, albicocche, mirtilli, mango, pesche e pere.
Raramente i tipi Kapha hanno bisogno di alimenti di origine animale. Quando ne mangiano dovrebbero scegliere una cottura alla griglia, al forno, arrosto, evitando le fritture. Possono mangiare pollo, uova, coniglio, pesce e selvaggina.
Poiché i loro corpi non richiedono grandi quantitativi di proteine, dovrebbero evitare di mangiare troppi legumi anche se questi ultimi sono migliori rispetto alla carne poiché non contengono grassi. I fagioli neri, i fagioli mung e le lenticchie rosse sono le migliori leguminose. Noci e semi in grande quantità aggravano Kapha come pure un eccesso di olio.
Sono ammessi consumi occasionali di semi di girasole e semi di zucca.
Oli di mandorla, mais, cartamo e di girasole possono essere usati solo in piccole quantità.
Lo stesso vale per il latte e i latticini.
In generale i tipi Kapha devono evitare i cibi pesanti, freddi e dal sapore dolce, soprattutto i latticini. Possono sostituirli impiegando per la cottura un po’ di ghee (burro chiarificato) e consumando latte di capra e derivati.
Kapha deve evitare gli zuccheri. L'unico dolcificante permesso è il miele grezzo, che è riscaldante. Ai Kapha fanno molto bene le spezie, possono utilizzarle tutte, evitando il sale.
Zenzero e aglio per loro sono il meglio. Una persona con dominanza Kapha può occasionalmente fare uso di stimolanti come caffè e tè. Superalcolici e tabacco sono dannosi per loro e si raccomanda di evitarli. Il vino a dosi ridotte è la scelta migliore.
Linee guida per l’equilibrio di Kapha
Fare costantemente esercizio fisico. Evitare cibi pesanti. Mantenersi attivi.
Evitare latte e latticini. Evitare cibi o bevande ghiacciate. Variare la routine. Evitare i grassi, i cibi unti e fritti. Mangiare leggero, preferire cibi secchi. Non dormire di giorno.
 

(da ,,La via vera della guarigione,, pubblicazione del 
Dr. Franklin Panchakarma Institute,   Kerala (India)


Gaetana Camagni 
www.ayuryoga.org