Il mio libro

28 giu 2020

Automassaggio ayurvedico



Tutti possono effettuare quotidianamente un automassaggio ayurvedico. Iniziare la giornata con un auto massaggio è certamente uno dei miglior modi per mantenere le energie in equilibrio per vivere bene una giornata intensa e piena di attività.

Si usano oli tiepidi, sesamo per la tipologia Vata, Jojoba, cocco o girasole per Pitta e sesamo o semi di albicocca per Kapha. A piacere si possono aggiungere alcune gocce di oli essenziali.

Si inizia dalla testa mettendo un cucchiaio di olio sul cuoio capelluto. Con le dita si massaggia vigorosamente tutta la testa. Senza tralasciare nessuna parte si eseguono movimenti circolari come se si facesse uno shampoo.

Si passa al volto e alle orecchie massaggiando con più gentilezza, si stira la pelle del viso verso le tempie e si massaggia dietro le orecchie, punto importante per equilibrare il dosha Vata.

Quindi si massaggia il collo avanti e dietro, con frizioni scivolate verso l’alto e verso il basso, poi si passa alle spalle e alle braccia. Massaggiando vigorosamente un braccio per volta, si inizia con frizioni scivolate, circolari in corrispondenza delle articolazioni e in sue in giù sulle ossa lunghe. La mano si massaggia con molta attenzione e vigore, partendo dal centro del palmo. Si impastano tutte le sue parte, e ad una ad una  le dita.

Dopo aver concluso braccia e mani, si passa al tronco partendo dal petto, quindi lo stomaco e il basso addome,  con movimenti circolari in senso orario e movimenti lunghi sullo sterno.
Con un po’ di olio si va alla schiena, senza fare troppo sforzo, si massaggiano su e giù tutte le parti dove riusciamo ad arrivare, provando a massaggiare tutta la colonna ed in particolar modo la parte bassa ed il coccige.

Si passa alle gambe dove si eseguono le stesse manualità come fatto sulle braccia,  con vigorosi movimenti circolari in corrispondenza delle articolazioni e movimenti in su e in giù sulle ossa lunghe. Infine, con l’olio rimasto si massaggiano i piedi. Con le nocche si massaggia bene la pianta, insistendo sul tallone e al centro del piede con forti frizioni e si impastano energicamente con le dita.

Una volta terminato il massaggio, che in genere ha la durata di 15 minuti, l'ideale è lasciare l'olio ancora per 10 minuti su tutto il corpo prima di fare un buon bagno o una doccia. Questo lasso di tempo permette alla pelle di assorbire l'olio e di portare in superficie le impurità per facilitarne l'espulsione attraverso i pori.

Il massaggio rinforza, rilassa, mantiene morbida e giovane la pelle, rinforza le difese immunitarie, migliora il sonno e allevia lo stress e la fatica, ha effetti favorevoli sui sistemi principali del corpo, il sistema nervoso e quello endocrino. Oltre ad essere una tecnica eccezionale per mantenersi in buona salute, l’auto massaggio ayurvedico é soprattutto un atto d'amore verso se stessi.


Camagni Gaetana
www.ayuryoga.org

21 giu 2020

Ghee, il burro chiarificato




Il Ghee è un burro chiarificato prodotto dal comune burro non salato, dopo averlo scaldato a fuoco lento per eliminare la parte acquosa, le proteine e il lattosio. A temperatura ambiente appare moderatamente solido. Il colore è giallo, con tonalità più chiare o più intensamente dorate, secondo il contenuto di caroteni. Questo, a sua volta, dipende da quello che hanno mangiato le mucche. Anche nelle nostre zone, soprattutto nelle regioni di montagna, si fa uso di burro chiarificato (burro fuso), ma il metodo di preparazione indiano è più complesso e conferisce al burro proprietà salutistiche decisamente superiori

Composizione

Il Ghee è puro grasso al 100%. E’ ricco in acidi grassi saturi. Molti sono a catena corta, che normalmente il corpo utilizza velocemente per scopi energetici e quindi non immagazzina. Sono di facile assorbimento e digeribilità. La restante parte è costituita da acidi grassi monoinsaturi (27%) e acidi grassi polinsaturi (4-5%). Il grado d’assorbimento a livello intestinale è molto alto, circa il 96%, decisamente superiore al normale burro e a tutti gli altri grassi e oli.Contrariamente alla propaganda della moderna e politicamente corretta dietologia, non bisogna temere nulla dai grassi saturi. Questi forniscono il 50% degli acidi grassi presenti nelle membrane cellulari. Senza di loro, la cellula non avrebbe la necessaria rigidità e non potrebbe sopravvivere, né funzionare adeguatamente. Le nostre cellule scelgono preferibilmente i grassi monoinsaturi e i grassi saturi da incorporare nella loro membrana. I grassi saturi, inoltre, sono fondamentali per la salute delle ossa, abbassano i livelli di Lp(a), un indicatore di rischio cardiovascolare, proteggono il fegato dai danni dell’alcol e altre tossine e sono necessari per l’utilizzo degli acidi grassi essenziali (omega-3 e 6). Il grasso che circonda il cuore è altamente saturo e il cuore stesso “si nutre” volentieri di questi grassi, soprattutto quando è sotto stress. L’acido stearico, grasso saturo presente anche nel Ghee, è uno dei suoi preferiti. Inoltre, gli acidi grassi a catena corta e media, questi ultimi presenti anch’essi nel Ghee, hanno importanti proprietà antimicrobiche intestinali. Un acido saturo a catena corta di estremo interesse che è presente nel Ghee è l’acido butirrico, che è in grado di impedire la trasformazione cancerogena delle cellule del colon. Infine, il Ghee contiene anche le preziosissime vitamine liposolubili (A, D, K, E) e l’acido linoleico coniugato, che ha dimostrato proprietà antitumorali.
Anche per quanto riguarda il colesterolo contenuto nel Ghee (8 mg per cucchiaino) non si deve temere nulla. Il consumo di Ghee a scopi e dosaggi terapeutici non influisce sui valori di colesterolo del sangue, come suggeriscono alcuni studi scientifici e la pratica clinica. In alcuni studi su animali, addirittura ha mostrato di ridurre le LDL (il colesterolo considerato “cattivo”). Questo effetto pare dovuto ad un aumento del flusso biliare che si verifica dopo il consumo di Ghee. Se poi è prescritto sulla base di una valutazione costituzionale (Vata, Pitta e Kapha), allora il problema davvero non sussiste. Ricordo che il colesterolo è di fondamentale importanza per la nostra salute. Dà forma e rigidità alle cellule e le rende più resistenti alle aggressioni microbiche. Fa parte della struttura dei recettori di membrana che servono per gli scambi d’informazioni e di sostanze tra le cellule e l’ambiente esterno. In particolare, è necessario per il funzionamento dei recettori della serotonina (sostanza legata alla sensazione di benessere) che si trovano nel cervello. Bassi livelli di colesterolemia sono stati associati a comportamenti violenti, aggressivi, a stati depressivi e al suicidio. Il colesterolo, inoltre, assolve ad indispensabili funzioni di riparazione tissutale. Senza un suo adeguato rifornimento, il corpo non può rimpiazzare le cellule danneggiate o invecchiate, rinnovare i capelli, le unghie, riparare ferite e i danni a livello muscolo-scheletrico. Il colesterolo ha anche dimostrato proprietà antiossidanti.

Il Ghee secondo la Medicina Ayurvedica

Il Ghee è tenuto in somma considerazione nell’Ayurveda. E’ utilizzato nei cibi e nella preparazione di numerose medicine.

Energetica - Dolce, fresco e dolce. Pacifica soprattutto Vata e secondariamente Pitta ed è un po’ meno indicato per Kapha. Significa che i tipi Vata ne possono consumare di più dei tipi Pitta e questi ultimi di più dei tipi Kapha.

Proprietà - Tonico, emolliente, ringiovanente e antiacido. E’ nutriente e indicato soprattutto negli stati di debilitazione, consunzione e convalescenza. Facilità la digestione, l’assorbimento e l’assimilazione del cibo. Nutre il midollo, l’apparato riproduttore (ottimo nei problemi d’infertilità) e migliora la qualità di Ojas, l’essenza sottile dei tessuti dell’organismo, che governa l’intelligenza del corpo e della mente. Da Ojas non dipende solo il nostro benessere e la capacità di difenderci dalle aggressioni delle malattie fisiche, ma è ritenuto necessario per il pieno sviluppo delle nostre capacità mentali e spirituali.

Rafforza il cervello e il sistema nervoso ed è considerato un Rasayana (sostanza che allunga la vita) proprio perché agisce sul tessuto nervoso (Dhatu Majja) nutrendolo. Migliora l’intelligenza, la comprensione, la memoria, il potere della vista e anche la voce. Rafforza il fegato e i reni. E’ il miglior tipo di grasso per il corpo e in assoluto è il migliore per il fegato. Sana le ulcere gastrointestinali ed è indicato nelle coliti. Allevia la febbre cronica, i disordini del sangue ed è utile per la disintossicazione. Equilibra gli Agni o fuochi digestivi, da cui dipende la salute dei singoli tessuti e dell’intero organismo. Lubrifica il connettivo e rende il corpo più flessibile.

Esternamente è nutriente per la pelle e facilita la guarigione delle ferite. E’ lenitivo per gli occhi: ottimo per la vista debole, per la fotofobia e tutte le infiammazioni (da mettere direttamente sull’occhio). Applicato un poco nel naso nutre il cervello.

Il Ghee in cucina

Il Ghee è un ottimo grasso per cucinare, tiene bene le alte temperature e non brucia come il burro. Infatti, ha uno “smoke point” (temperatura a cui brucia) che si aggira sui 190.5°C (il burro = 176.6°C). Anche nella cucina Ayurvedica è considerato un elisir di lunga vita e di giovinezza. Preparato e utilizzato in modo corretto rafforza gli organi della digestione e rende i cibi più digeribili, conferendo loro un sapore più intenso senza alterarne il contenuto in vitamine e sostanze nutritive. Inoltre il Ghee è il mezzo ideale per favorire l’assorbimento da parte dell’organismo di vitamine liposolubili, minerali e oligoelementi. Esistono numerose e gustose ricette a base di Ghee. Va molto bene per friggere…decisamente da preferire rispetto agli oli di semi ricchi di acidi grassi polinsaturi, che con le alte temperature si frammentano facilmente in pericolosi radicali liberi. 

Il Ghee si conserva perfettamente per lunghissimo tempo, anzi, come ho detto, più invecchia, meglio è. Non è necessario tenerlo in frigo. Bisogna chiuderlo molto bene e tenerlo nella dispensa, lontano dalla luce. Ogni volta che se ne prende un po’, bisogna utilizzare sempre un cucchiaino perfettamente pulito e mai umido o bagnato.

Quanto assumerne
Il Ghee aumenta il fuoco digestivo (Agni), che è un elemento fondamentale per guarire e mantenere la salute. Tuttavia, troppo Ghee potrebbe avere l’effetto opposto. E’ come per una lampada. Se immergete lo stoppino in poco grasso, brucerà bene. Se invece lo inzuppate, allora si spegnerà. In generale, potete consumarne 1 o 2 cucchiaini al giorno. Se avete dei dubbi o qualche disturbo, è preferibile consultare un medico Ayurvedico.

Biologico è meglio
Nel Ghee di origine non biologica sono stati trovati residui di pesticidi, sebbene in quantità inferiore rispetto al burro normale. E’ un vero peccato che un così prezioso dono della natura venga inquinato da sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene. Scegliete un Ghee biologico (organic Ghee) o, se lo fate da voi, usate sempre un buon burro biologico.

Fonte: Articolo scritto dal Dr. Francesco Perugini Billi


Come farlo in casa. 
Ingredienti: 500 g di burro di buona qualità. 
In una pentola di media grandezza con fondo pesante sciogliete il burro a calore medio. Continuate a far cuocere sempre a calore medio, mescolando spesso. Il burro bollirà, sfrigolerà e schiumerà. Quando è quasi pronto, inizieranno a comparire coaguli bianchi che si separeranno dal Ghee e lo sfrigolio cesserà. Ci vorranno circa 15-20 minuti, non di più. Il Ghee diventerà chiaro-dorato ed emanerà un profumo di pop corn. Velocemente, toglietelo dal fuoco prima che bruci, cosa che può accadere molto rapidamente (se succede, incomincerà a schiumare nuovamente e diventerà marrone anziché color oro). Lasciate raffreddare. Il Ghee è il chiaro liquido dorato. Versatelo in un contenitore di vetro, filtrandolo con un un colino di metallo. Conservate a temperatura ambiente. NB: se non cuocete il Ghee sufficientemente a lungo, può ammuffire, perché l'acqua non è evaporata tutta. Se lo fate cuocere troppo a lungo, ve lo farà sapere subito bruciandosi. Comunque, quando viene leggermente tostato, può rivelare un sapore gradevole.Dopo averlo fatto una volta, è probabile che lo preparerete molte altre volte, poiché è semplice e non così difficile come potrebbe sembrare


Gaetana Camagni
www.ayuryoga.com


14 giu 2020

La cucina con le spezie

                                                                       

L’ Ayurveda usa le spezie per il loro effetto equilibrante sui 3 Dosha (V,P,K). Le spezie stimolano e migliorano il potere metabolico  (Agni=fuoco)  favorendo e accelerando il processo digestivo. In generale migliorano la digestione, aumentando la secrezione dei succhi digestivi e l'assorbimento negli intestini. Accerelano il metabolismo el’eliminazione delle sostanze tossiche. Ma non solo possiedono proprietà riscaldanti o rinfrescanti, sono  antibatteriche, carminative, espettoranti, anti-ossidanti, anti virali.

Alcune spezie e loro effetti

Cannella
Riscaldante. Stimola agni (il fuoco digestivo). Si usa in polvere, in bastoncini o in pezzettini.
Pacifica vata, pitta e kapha. Aggrava pitta se usata in eccesso. Ha il potere di abbassare i livelli di glucosio.

Cardamomo
Riscaldante. Stimola agni senza aumentare pitta, ma se usato in eccesso lo aggrava.
Riduce la formazione di muco dovuta ai latticini.  Si usa in polvere o in semi interi.
Pacifica vata, pitta e kapha .

Coriandolo
Rinfrescante. Aiuta a contrastare gli effetti dei cibi pungenti. Allevia i gas e in genere tonifica il sistema digestivo. Da usare in semi, in polvere o fresco. Pacifica vata, pitta e kapha.

Curcuma
Rinfrescante. Ampiamente usata nella cucina ayurvedica, dona ai piatti un bel colore giallo. Ha proprietà digestive, antibatteriche, antivirali.  Recenti studi scientifici hanno dimostrato che la curcumina (principio attivo della curcuma) potrebbe prevenire l’Alzheimer e alcune  formazioni tumorali. 
Pacifica vata, pitta e kapha. Aggrava pitta e vata se usato in eccesso

Cumino
Leggermente riscaldante. Usato in dosi minime calma vata e kapha senza aumentare pitta.
Favorisce la riduzione di Ama (tossine), è digestivo e carminativo. Si usa in semi o in polvere.
Pacifica vata, pitta e kapha

Peperoncino
Riscaldante. Si usa in polvere (pepe di Cajenna), macinato o frescvo. Contiene numerose vitamine, sali, oligoelementi naturali,  lecitina e capsicina (alcaloide che gli dà il sapore piccante). Stimola la circolazione, è antiossidante, disinfettante e sudorifero. Molto benefico per Kapha.

Pepe nero
Riscaldante, digestivo, stimola Agni. Usato in eccesso causa irritazione e secchezza. E’ preferibile usarlo macinato fresco. Pacifica Vata e Kapha, in eccesso aggrava Pitta . Pare sia molto salutare combinato con la curcuma.

Senape (semi)
Riscaldanti. I semi di senape vengo impiegati ampiamente nella cucina ayurvedica. Hanno un sapore acre e piccante. Digestivi e stimolanti, sono benefici soprattutto per Kapha.

Zenzero
E’ un ventaglio di sapori che  armonizzano i 3 Dosha E’ la spezia più utilizzata in Ayurveda.
Agisce su tutti gli organi specialmente quello digestivo e respiratorio. Stimola Agni, allevia i gas, favorisce l’eliminazione delle tossine e il dimagrimento. A Kapha si raccomanda di berne la tisana per  accelerare il metabolismo. A chi ha una digestione debole si raccomanda di mangiare una fetta di radice fresca con un po’ di sale e di limone prima dei pasti.  Si utilizza la radice fresca tagliata o macinata o la polvere secca. Quella fresca è più adatta a vata, quella secca a kapha . 

I gusti che depurano e stimolano il metabolismo: 

AMARO
Per l’ayurveda l’amaro riduce l’appetito e la voglia di dolci, depura l’organismo e favorisce la digestione perché stimola i succhi gastrici e biliari. Prendere qualcosa di amaro al termine di un pasto e come “spezza fame” blocca il desiderio di continuare a mangiare. Un’idea? Concludi il pasto con un tè al gelsomino o una tisana digestiva.
Cibi: melanzane, cicoria, catalogna, invidia, scarola, pompelmi, rabarbaro, cetrioli, tutte le verdure a foglia scura.

PICCANTE
Il sapore piccante è un toccasana per la linea. Perché riscalda e scioglie grassi e tossine. Inoltre attiva il metabolismo. Stai solo attenta a non esagerare, perché l’eccesso di questo sapore può provocare disturbi gastrointestinali. Un regola d’oro per dimagrire? Bevi ogni mattina un bicchiere d’acqua calda con un pizzico di zenzero.
Cibi: aglio, peperoncino, pepe, cipolle, rafano, ravanelli, prezzemolo, menta, zenzero.

ASTRINGENTE
Secondo l’ayurveda i cibi che hanno un sapore astringente      asciugano i liquidi in eccesso e smorzano l’appetito perché decongestionano le mucose della bocca e dello stomaco. Sono astringenti gli alimenti ricchi di tannini, quelli che “legano” la lingua, e anche gli aromi: aggiunti ai piatti li rendono più astringenti.
Cibi: legumi, finocchi, carciofi, mele, pere, mirtilli, salvia, rosmarino, curcuma.


Gaetana Camagni
www.ayuryoga.org

 


Consigli dietetici per Vata, Pitta e Kapha


 

Consigli dietetici generali per le costituzioni Vata
Consumare cibi caldi, ben cotti e untuosi. Si dovrebbero fare piccoli pasti due o tre volte al giorno e mangiare uno spuntino mantenendo una pausa di tre ore tra un pasto e l’altro. Per pacificare Vata è importante mantenere la regolarità degli orari dei pasti. Le persone con costituzione dominante Vata possono mangiare zuppe, stufati e cibi cotti in padella. Possono utilizzare più olio per cucinare e avranno una migliore digestione limitando l’ assunzione di cibi crudi.
Avena e riso ben cotti fanno bene a Vatha. Si consigliano verdure cotte. Occasionalmente si possono mangiare insalate crude usando un buon condimento oleoso o cremoso. I frutti astringenti e secchi, come ad esempio mirtilli, melograni e mele crude, dovrebbero essere evitati.
La frutta dev’ essere sempre mangiata da sola e a stomaco vuoto. Fanno bene a Vata i frutti dolci, maturi e succosi. Se la persona Vatha soffre di dolori articolari o muscolari e/o di rigidità dovrebbe evitare le solanacee: pomodori, patate, melanzane e peperoni, come pure gli spinaci. I fagioli son difficili da digerire e dovrebbero essere consumati in piccole quantità se si cerca di tranquillizzare Vatha. I legumi devono essere spezzettati e lasciati in ammollo prima della cottura. Cucinando i legumi con un po' di olio e spezie come curcuma, cumino, coriandolo, zenzero, aglio e Hingu (assafetida), si possono prevenire i disturbi Vata. Molte persone di tipo Vata possono soddisfare i loro bisogni proteici con un adeguato consumo di latticini, uova, pollo, tacchino, pesce fresco e selvaggina. Tutte le noci e i semi sono buoni per Vata, ma è meglio consumarli sotto forma di crema o latte vegetale. Dieci mandorle immerse in acqua durante la notte, eliminando la pelle il mattino seguente, fanno parte di una buona colazione. L’ olio di sesamo è adatto a Vata perché è riscaldante, ma per Vata tutti gli oli sono buoni. I latticini vanno bene mentre il formaggio a pasta dura dev’ essere mangiato con moderazione. Le spezie possono essere consumate ma in dosi minime. Vatha può bere mezzo bicchiere di vino, diluito con acqua, durante o dopo i pasti. Poiché i tipi Vata sono inclini alle dipendenze, dovrebbero evitare di consumare zucchero, caffeina e tabacco.
Linee guida per l’equilibrio di Vata
Stare al caldo, stare calmi, evitare cibi freddi, surgelati o crudi. Evitare il freddo estremo. Mangiare cibi caldi con spezie dolci. Mantenere una routine regolare. Stare molto a riposo. Per l’equilibrio di Vatha si consigliano tecniche di rilassamento e meditazione.

 

Consigli dietetici generali per le costituzioni Pitta
Per pacificare Pitha si consiglia di evitare cibi acidi, salati e piccanti. Il vegetarismo è meglio per le persone Pitha che dovrebbero astenersi dal consumare carne, uova, alcolici e sale. Per contribuire a raffreddare la loro naturale aggressività e compulsività, è utile combinare cibi dolci rinfrescanti con cibi dal sapore amaro.
Orzo, riso, avena e frumento sono i cereali adatti agli individui Pitha.
Le verdure dovrebbero costituire una parte considerevole della dieta, evitando pomodori, rapanelli, peperoncini, aglio e cipolle crude. In realtà, qualsiasi vegetale troppo acido o caldo aggrava Pitha, mentre la maggior parte delle altre verdure contribuisce a calmarlo. Il rafano è utile per depurare il fegato quando Pitha non è in equilibrio. Insalate e verdure crude sono adatte ai tipi Pitha in primavera e in estate come lo sono tutti i frutti dolci. I frutti acidi dovrebbero essere evitati con l'eccezione del limone, usato con moderazione. Anche i cibi di origine animale, soprattutto pesce e uova, dovrebbe essere consumati solo con moderazione. Meglio optare per carni bianche, pollo, tacchino e coniglio.
Tutti i legumi, eccetto le lenticchie rosse e gialle, vanno bene in piccole quantità. I legumi più adatti sono le lenticchie nere, i ceci e i fagioli mung. La maggior parte di noci e semi sono troppo oleosi e riscaldando Pitta.
Tuttavia la noce di cocco è rinfrescante e i semi di girasole e di zucca sono ok di tanto in tanto. Piccole quantità di olio di cocco, di oliva e di girasole sono buone anche per Pitta.

l tipo Pitta deve evitare le spezie piccanti. Può usare cardamomo, cannella, coriandolo, finocchio e curcuma, e piccole quantità di cumino e di pepe nero.
Caffè, alcool e tabacco dovrebbero essere completamente eliminati, anche se la birra occasionalmente può essere rilassante per i tipi Pitta.
Il tè nero si può bere di tanto in tanto con un po 'di latte e un pizzico di cardamomo.
I latticini dolci sono buoni: latte, burro non salato, burro chiarificato e formaggi a pasta molle e non salati. Lo yogurt può essere utilizzato se viene miscelato con un pizzico di spezie, un po' di zucchero e acqua. Le persone Pitha possono usare più dolcificanti degli altri due dosha perché il gusto dolce allevia Pitha.
Linee guida per l’equilibrio di Pitta
Evitare il caldo eccessivo. Evitare l’ eccesso di olio.Limitare l'assunzione di sale. Mangiare cibi rinfrescanti evitando quelli piccanti. Fare esercizio durante la parte più fresca del giorno.


Consigli dietetici generali per le costituzioni Kapha
Ai tipi Kapha l’Ayurveda suggerisce di privilegiare cibi dal gusto amaro, astringente e piccante. Queste costituzioni hanno piuttosto bisogno di alimenti che stimolano la mente, mentre in generale devono ridurre la quantità di cibo assunta nell’arco della giornata. Le persone Kapha devono evitare i latticini e i grassi di ogni genere, in particolare i cibi fritti e unti. Non hanno bisogno di consumare molti cibi a base di grano. Per loro è meglio il grano saraceno e il miglio (che hanno proprietà riscaldanti) seguiti da orzo, riso e mais, consumati secchi. Tutte le verdure vanno bene per Kapha, le migliori sono quelle a foglia verde e quelle che crescono fuori dalla terra, limitando le radici ed evitando i sapori dolce, amaro e salato. Generalmente le persone Kapha possono mangiare verdure crude, anche se risultano più digeribili quelle cotte al vapore o saltate in padella. I frutti molto dolci o acidi dovrebbero essere evitati, privilegiando invece quelli dal sapore astringente e aspro come mele, albicocche, mirtilli, mango, pesche e pere.
Raramente i tipi Kapha hanno bisogno di alimenti di origine animale. Quando ne mangiano dovrebbero scegliere una cottura alla griglia, al forno, arrosto, evitando le fritture. Possono mangiare pollo, uova, coniglio, pesce e selvaggina.
Poiché i loro corpi non richiedono grandi quantitativi di proteine, dovrebbero evitare di mangiare troppi legumi anche se questi ultimi sono migliori rispetto alla carne poiché non contengono grassi. I fagioli neri, i fagioli mung e le lenticchie rosse sono le migliori leguminose. Noci e semi in grande quantità aggravano Kapha come pure un eccesso di olio.
Sono ammessi consumi occasionali di semi di girasole e semi di zucca.
Oli di mandorla, mais, cartamo e di girasole possono essere usati solo in piccole quantità.
Lo stesso vale per il latte e i latticini.
In generale i tipi Kapha devono evitare i cibi pesanti, freddi e dal sapore dolce, soprattutto i latticini. Possono sostituirli impiegando per la cottura un po’ di ghee (burro chiarificato) e consumando latte di capra e derivati.
Kapha deve evitare gli zuccheri. L'unico dolcificante permesso è il miele grezzo, che è riscaldante. Ai Kapha fanno molto bene le spezie, possono utilizzarle tutte, evitando il sale.
Zenzero e aglio per loro sono il meglio. Una persona con dominanza Kapha può occasionalmente fare uso di stimolanti come caffè e tè. Superalcolici e tabacco sono dannosi per loro e si raccomanda di evitarli. Il vino a dosi ridotte è la scelta migliore.
Linee guida per l’equilibrio di Kapha
Fare costantemente esercizio fisico. Evitare cibi pesanti. Mantenersi attivi.
Evitare latte e latticini. Evitare cibi o bevande ghiacciate. Variare la routine. Evitare i grassi, i cibi unti e fritti. Mangiare leggero, preferire cibi secchi. Non dormire di giorno.
 

(da ,,La via vera della guarigione,, pubblicazione del 
Dr. Franklin Panchakarma Institute,   Kerala (India)


Gaetana Camagni 
www.ayuryoga.org